INTRODUZIONE ALLA BIOEDILIZIA

L’Architettura Bioecologica è la disciplina che si occupa dei rapporti equilibrati tra uomo, ambiente costruito e natura, proponendo manufatti mirati al massimo benessere del fruitore e al minimo impatto ambientale. In quest’ottica l’architettura bioecologica si propone soprattutto di operare tenendo conto di diversi criteri come l’orientamento della casa, della sua collocazione rispetto all’andamento del terreno e dell’energie naturali che lo permeano, delle proprietà e dell’uso corretto dei materiali e dei prodotti naturali. Questa metodologia si sviluppa attraverso alcune fasi che scandiscono i criteri tecnico-operativi e i tempi di esecuzione. Bisogna innanzitutto esaminare il sito per scoprire la presenza di elementi perturbatori, elementi da evitare in fase di progettazione al fine del posizionamento delle stanze dedicate alle lunge soste e della distribuzione dei locali tenendo conto anche del clima e dell’orientamento. L’utilizzo dei materiali naturali è fondamentale sia nella costruzione strutturale dell’edificio che nel trattamento delle finiture e dell’arredamento. L’intervento di ristrutturazione che si è realizzato in questo edificio si è basato, compatibilmente alle diverse esigenze della committenza e alle caratteristiche del luogo, su questo concetto. La filosofia principale è stata quella di non sconvolgere l’assetto originario dell’edificio, sotto tutti i punti di vista: distributivo, strutturale e storico.

 

CENNI STORICI

L’edificio è collocato nel centro storico della città di Ravenna e possiede tutte le caratteristiche delle case abbinate in linea di cui il centro della città è caratterizzato. Il nucleo originario della casa risale alla fine del 1800 ed era composto da sei stanze, due al piano interrato, due al piano terra e due al piano primo, costituenti una casa con fronte stradale di circa 11 metri e di profondità di circa 4 metri con, nel retro, una scala interna di collegamento fra i piani e un’area utilizzata come orto. Dopo la prima guerra mondiale, l’edificio fu venduto e diviso in due parti composte ognuna da una stanza per piano. La struttura fu ampliata con altre tre stanze poste dietro la scala e un corpo separato di bassicomodi posizionato nell’area coltivata.

 

Nel 1950 la proprietà decise di allargare il corpo dei servizi, unendolo all’edificio principale e creando così ulteriori due stanze, una al piano interrato e una al piano terra, quest’ultima coperta da un tetto piano utilizzato come terrazzo con accesso dal piano primo. Queste tre diverse fasi costruttive sono evidenziate anche da uno sviluppo altimetricamente diversificato che crea all’interno dell’edificio un movimento tale da evitare la monotonia visiva e abitativa che può avere una costruzione con tutti i livelli alla stessa quota.

 

MODALITÀ D’INTERVENTO

Distribuzione interna

La natura dell’impianto di forma rettangolare, con il lato corto come fronte stradale, è rimasta intatta, lasciando la zona giorno al piano terra, la zona notte al piano primo e la zona servizi al piano interrato. L’intervento inoltre è stato pensato per realizzare una “casa-studio” in quanto due stanze sono state adibite a studio privato del proprietario. Al piano terra si è creato un piccolo ingresso in cui trovano alloggio le due entrate principali una per l’appartamento e una per lo studio; entrate chiuse da porte realizzate esternamente in legno di noce, internamente in acero e tra i due strati è stato inserito del sughero per la coibentazione termica e parzialmente acustica. L’ingresso e lo studio sono divisi-uniti da un muro alto solo due metri, in modo da lasciare uno spazio fra il muro stesso e il soprastante solaio di legno e tavelle a vista; spazio che crea una continuità visiva fra gli ambienti. Sulla sommità del muro è stato posto (nascosto alla vista) un neon che, quando acceso, crea un gioco armonioso di luci e ombre sul solaio soprastante mettendone in risalto la struttura lignea originaria. Nello studio la pavimentazione è in listelli di ulivo montati a correre, dove è stata creata un’apertura di circa un metro per un metro nel solaio (atta a dare più luce allo studio sottostante) chiuso da un vetro trasparente calpestabile e messo in rilievo da una fascia di palladiana di marmo inserita nella pavimentazione. Qui è stato creato un piccolo bagno ad uso del piano terra, bagno che, viste le ridotte dimensioni, si è cercato di rendere otticamente più grande con la pavimentazione montata in diagonale e con il rivestimento tutto di colore giallo, montato in gradazione a scalare a salire dal giallo scuro al bianco della tinteggiatura. L’ingresso è pavimentato con lastre di adria bianca, attraverso il quale, passando a fianco della scala e superando un dislivello di un gradino a salire, si giunge nel soggiorno, dove il pavimento è stato realizzato in listelli di legno di faggio montati in diagonale. Da qui tramite ulteriori tre gradini si accede all’ampia cucina illuminata da una porta-vetro scorrevole di accesso al terrazzo, pavimentato con palladiana in marmo di travertino. Il pavimento della cucina è in grès porcellanato ed il rivestimento è in ceramica tutto di colore verde. La scala di collegamento tra i due piani principale è in adria bianca come l’ingresso e l’illuminazione è assicurata, di giorno, da un ampio lucernario e di notte da quattro faretti (due per lato) inseriti nella muratura a livello delle pedate. Il corrimano è quello originale in ferro battuto lavorato a mano. Il piano primo originariamente era composto da due stanze da letto controsoffittate e un terrazzo; ora nella stanza che si affaccia sul fronte stradale è stato creato un bagno e demolito il controsoffitto in arelle, data l’elevata altezza del volume, si è inserito un soppalco dove sono collocati il letto matrimoniale e un comò. Il pavimento della zona notte è in legno di faggio, con inserti di ulivo e con un inserto di mosaico in marmo “Verde Alpi” che forma una soglia tra la pavimentazione della scala e quella della camera matrimoniale. Per una continuità visiva, con la camera da letto, il bagno è stato pavimentato con lo stesso legno di faggio; bagno caratterizzato inoltre da un doppio lavabo ad incasso in un generoso piano di marmo “Rosso Verona” sormontato da uno specchio della stessa forma svasata, da una doccia di notevoli dimensioni (cm.100X100) e dal rivestimento in marmo “Rosa del Portogallo” con inserti sempre in marmo “Rosso Verona”. Il terrazzo è stato pavimentato con palladiana in marmo di travertino. Il soppalco è realizzato semplicemente posizionando una trave di legno lamellare trasversalmente alla camera su cui è posato un assito di legno di abete di spessore sei centimetri che si appoggia sulla trave stessa e sul muro della scala. La scala di accesso al soppalco è in legno di faggio, con andamento curvilineo messo in risalto da tre pali compositi che vanno dal pavimento al soffitto e servono per reggere il parapetto. Al piano interrato si accede dalla sala tramite una scala rivestita di cotto spagnolo fatto a mano. In questo piano si trova l’altra stanza dello studio, il locale caldaia, la cantina, il bagno-lavanderia e il garage a cui si accede anche dal retro dell’edificio. La pavimentazione della studio-tavernetta è, come la scala, in cotto spagnolo, mentre le pareti sono in pietra faccia a vista.

 

Elementi strutturali

La struttura dell’edificio è in muratura portante con solai in legno e in latero cemento. I muri perimetrali sono dello spessore classico di cm. 30, per cui nelle pareti orientate a nord è stato inserito uno strato di sughero da cm. 4 per migliorare l’isolamento termico ( vedi particolari costruttivi inseriti nelle tavole di progetto ). Gli elementi orizzontali sono, nella parte più vecchia, in legno così come il tetto e nella parte di più recente costruzione in laterizio.

 

I solai in legno erano così composti:

  • Travi in legno di pioppo o abete;
  • Travicelli in abete di cm. 8x8;
  • Tavelle;
  • Strato di cm. 5-6 di sabbia;
  • Pavimento in mattonelle di graniglia posate a secco sullo strato di sabbia.

 

    I solai in laterizio erano così composti:
  • travi in cemento ;
  • tavelloni;
  • strato di cm 5-6 di sabbia;
  • pavimento in mattonelle di graniglia posate a secco sullo strato di sabbia.

 

    La copertura era composta da:
  • travi in legno di pioppo o abete;
  • travicelli in abete di cm.8x4;
  • tavelle;
  • manto di copertura in coppi posati sulle tavelle.

 

Nella ristrutturazione sono stati rifatti quasi completamente gli elementi orizzontali e sono stati modificati come segue.

 

    Solai in legno
  • sono state lasciate le travi originarie ove possibile (oppure cambiate con elementi uguali di recupero);
  • sono stati lasciati i travicelli originari di cm. 8x8 ;
  • sono state sostituite le tavelle originarie con altre sempre di recupero;
  • è stata fatta una soletta di irrigidimento in calce di spessore cm. 5-6 (tipo Trass-calce)con inserimento di una rete elettrosaldata in acciaio austenitico tipo Revall (acciaio austenitico che non influenza il campo magnetico terrestre e non crea l’effetto “Gabbia di Faraday”) ancorata alla muratura;
  • è stata realizzata un’altra soletta sempre in calce per creare il sottofondo per la posa dei pavimenti;
  • pavimenti.

 

    Solai in laterizio:
  • sono rimasti inalterati nella loro struttura portante (travi e taveloni);
  • è stata fatta una soletta di irrigidimento in calce di spessore cm. 5-6 (tipo Trass-calce)con inserimento di una rete elettrosaldata in acciaio austenitico tipo Revall ancorata alla muratura;
  • è stata realizzata un’altra soletta sempre in calce per creare il sottofondo per la posa dei pavimenti;
  • pavimenti.

 

    Copertura:
  • sono state lasciate le travi originarie ove possibile (oppure cambiate con elementi uguali);
  • sono stati sostituiti i travicelli originari con altri in abete, non di recupero, di cm.8x8;
  • soto state sostituite tutte le tavelle ammalorate con altre di recupero;
  • è stato posato sulle tavelle del sughero sagomato di cm. 8 tipo Lis come coibentazione;
  • sul sughero sono stati montati dei traversi di cm. 4x4 di sostegno ai coppi, per realizzare una ventilazione sottocoppo che permetta una migliore coibentazione invernale una migliore circolazione dell’aria sotto i coppi in estate per mantenere il tetto più fresco;
  • per il manto di copertura sono stati acquistati dei coppi nuovi con il gancio da attaccare ai listelli di sostegno in modo che non scivolino, da posizionare sotto a quelli vecchi di recupero.

 

Impianti

L’impianto di riscaldamento è tradizionale ad elementi radianti. Scelta non molto corretta dal punto di vista del Vivere Sano, in quanto il riscaldamento per irraggiamento (pannelli radianti, riscaldamento a battiscopa) è migliore di quello convettivo (radiatori). Migliore perché il calore radiante (raggi infrarossi) è immediatamente percepito dal corpo umano giacchè si tratta di radiazioni elettromagnetiche che si propagano senza bisogno di un supporto, al contrario del calore convettivo dove l’aria si scalda a contatto con una superficie più calda per poi scaldare a sua volta le superfici e i corpi presenti nell’ambienti. Il contatto delle molecole di polvere con gli elementi scaldanti (molte volte troppo caldi), le brucia rendendole dannose per la respirazione. Purtroppo anche se la scelta risulta essere non corretta, nel caso specifico si è stati costretti dalla morfologia dell’edificio in quanto per motivi di altezza interna fra i piani non si sono potuti installare i pannelli radianti a pavimento; inoltre non si sono potuti installare i pannelli radianti a parete perché essendo fra altri due edifici risultava molto difficoltoso e pericoloso per i vicini, andare a lavorare nelle pareti confinanti. L’impianto idrico è stato realizzato con il metodo “Seppelfricke”, cioè un sistema di tubi flessibili e sfilabili in policarbonato che permettono una migliore manutenzione in caso di perdite. Nell’attacco fra contatore e impianto è stato installato un “vitalizzatore d’acqua”, un sistema fisico, (senza l’utilizzo di elementi chimici o elettrici), di vitalizzazione delle molecole dell’acqua unito anche ad un effetto di anticalcare e di addolcitore dell’acqua stessa. L’impianto elettrico è stato realizzato a stella, diviso fra zona giorno e zona notte, dove quest’ultima è stata protetta dalla presenza di un disgiuntore di corrente. Questo disgiuntore serve a staccare la tensione di 220 volt che rimane nei fili elettrici anche quando tutti gli apparecchi sono spenti, tensione che è causa dei campi elettromagnetici dannosi per la nostra salute. Sempre per diminuire i campi elettromagnetici sono state schermate, con l’utilizzo della graffite, anche tutte le scatole dell’impianto elettrico (scatole di derivazione, degli interruttori, ecc.) e collegate all’impianto di messa a terra. Nell’illuminazione si è evitato l’utilizzo di lampade alogene, perché la luce che generano può essere pericolosa per la vista, e di trasformatori per faretti, al posto dei quali si sono usati faretti con lampade a 220 volt. Le lampade fluorescenti (neon) usate sono della “True-lite”, con lo spettro della luce molto simile a quello della luce solare.

 

Indagine goebiologica

Secondo gli studiosi di Geobiologia gli essere viventi sono influenzati positivamente o negativamente dalle radiazioni terrestri; radiazioni che possono influenzare particolarmente nervi, sostanza cellulare e genetica, sistemi di difesa e controllo, metabolismo e circolazione. Le radiazioni terrestri si possono dividere in: 1) correnti d’acqua sotterranee; 2) faglie e crepe geologiche; 3) giacimenti; 4) campi magnetici reticolari. Le correnti d’acqua sotterranee, provocano attrito ed elettricità, elettricità misurabile sulla superficie terrestre in forma di campo elettromagnetico. Le faglie e le crepe terrestri producono fenomeni di radiazione concentrata ed emissione amplificata di raggi gamma e neutronici (intensità maggiore nelle ore notturne). I giacimenti creano un clima locale radiativo a seconda del tipo di materiale e della composizione del sottosuolo. I campi magnetici reticolari si dividono in due reticoli, il reticolo di Hartmann e il reticolo di Curry. - il reticolo di Hartmann è composto da fasce di ca. 20 cm orientate N/S e da fasce ortogonali alle prime di medesima larghezza orientate E/W le fasce sono distanziate fra di loro di circa 2,00 – 2,50 metri. - Il reticolo di Curry è formato da fasce larghe ca. 75 cm distanziate fra loro di m. 3,50 in direzione NE/SW e SE/NW. In base a queste fonti di energia in fase di progettazione di un edificio prima e dell’arredamento poi, bisogna avere cura di evitare i punti più nocivi. Nel nostro caso si è rilevata la presenza di una falda acquifera, della rete di Curry e della rete di Hartmann, (vedi tavole allegate)

 

Arredamenti

Tutto l’arredamento e gli infissi sono stati progettati su misura, realizzandoli con legno massello e finiture con prodotti naturali. Nella disposizione dell’arredamento si sono tenuti in considerazione sia l’indagine geo-biologica, che ha evidenziato la presenza della Rete di Hartmann, della Rete di Curry e di una falda acquifera, sia l’orientamento dell’edificio, cercando di evitare per quanto possibile, il posizionamento dell’arredo sugli incroci tra i tre elementi riscontrati dall’indagine, zone ad elevato rischio nocivo. • Nel soggiorno sono presenti un mobile in legno di faggio e acciaio, trattato in parte a vista e in parte laccato blu, un cantonale d’epoca fine ‘800, un divano ad angolo in tessuto di cotone di colore blu e, la grande finestra che si affaccia sul terrazzo, è stata completata con una tenda di lino color panna montata su supporto in acciaio; la finestra è realizzata con il sistema alzante scorrevole, unico metodo che permette la chiusura perfetta di un infisso scorrevole verso l’esterno. • la cucina è stata arredata seguendo oltre ai dettemi della bioedilizia, anche quelli dell’antica ideologia cinese “Feng Shui”, che attribuisce a questo luogo una particolare importanza per la presenza degli elementi vitali quali fuoco, acqua, metallo e legno. La salute è strettamente legata al cibo, in quanto un cibo sano, ben presentato e buono mette le persone di buon umore, influenzandole durante il corso della vita e del lavoro. Questo antico pensiero cinese dice che la cucina deve trovarsi lontano dall’entrata della casa, perché la cuoca non deve essere disturbata e perché la cucina stessa deve avere una grande apertura per una migliore illuminazione. In relazione al suo arredamento, si deve tenere conto di una particolare disposizione e fare attenzione ai materiali utilizzati. L’apertura della cucina dovrebbe essere la più ampia possibile e orientata a ovest o a est; il piano cottura (il fuoco) e il lavello (l’acqua) non dovrebbero essere orientati verso nord o sud, per una migliore ricerca dell’equilibrio interiore e non essere accostati fra loro, perché l’acqua che spegne il fuoco è un presagio di disgrazia; deve avere dei colori chiari, meglio se sul giallo o sul rosso; la tavola dovrebbe essere di forma rotonda o quadrata, in quanto forme più propizie. L’arredamento è composto da un tavolo in stile di forma quadrata con quattro sedie con struttura in alluminio, il mobile della cucina progettato su misura è in legno di acero sbiancato trattato al naturale, dove sono stati inseriti elettrodomestici di classe “A” per il risparmio energetico. Anche in questa stanza è stata montata una porta–finestra con sistema alzante scorrevole. • la camera matrimoniale è strutturata su due livelli, nel primo vi è un armadio a tre ante scorrevoli in ciliegio con anta centrale in acero e un comò in stile con specchiera, nel secondo (soppalco) sono collocati un comò e un letto matrimoniale in ciliegio. I componenti di quest’ultimo sono stati assemblati fra loro ad incastro, senza l’utilizzo di viti e collanti; (vedi fig.1 e fig.2), le doghe, posate su guarnizioni di caucciù, sono di legno di frassino non trattato al fine di evitare il formarsi di muffe tra doga e materasso. Il letto è naturalmente completato da un futon realizzato in schiuma di lattice con fibre di cocco e rivestito di cotone. Il letto è stato orientato con la testata verso nord, per favorire, durante il riposo notturno, il passaggio, attraverso il nostro corpo, del campo elettromagnetico terrestre orientato con asse nord-sud. Le porte interne sono in acero massello, gli infissi interni sono in abete tinteggiato colore grigio-azzurro e gli scuri esterni sono in abete mordenzato di colore marrone scuro. L’utilizzo di queste vernici ecologiche oltre ad avere un gradevole aroma di agrumi è più sano rispetto alle vernici classiche, perché non contengono sostanze di sintesi chimica e mantengono il legno vivo non alterandone le caratteristiche originarie (igroscopicità, odore, elasticità)